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domenica 3 agosto 2008

la pratica Brunetta non alletta


Acque agitate al Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione dopo le ultime "uscite" di Renato Brunetta. Ferrero attacca, Brunetta replica a stretto giro. Oggetto del contendere, la polemica sulle vignette offensive nei confronti dei lavoratori che da qualche giorno compaiono sul sito del ministero della Funzione Pubblica (http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/galleria/galleria.asp). "Il ministro Brunetta faccia subito togliere quelle vignette offensive nei confronti dei lavoratori che compaiono da ieri sul sito del ministero della Funzione Pubblica" aveva tuonato in una nota Ferrero. "Il ministro non può confondere quello che è un sito istituzionale con le sue posizioni politiche e i suoi deliri anti-fannulloni, deliri che offendono tutti i lavoratori pubblici. Una cosa è certa, in questi mesi, settimane e giorni è sempre più palese l'atteggiamento totalitario e fascistoide di alcuni ministri del governo Berlusconi, ministri che non sono in grado nemmeno di distinguere, come nel caso di Brunetta, tra i doveri delle istituzioni e la propaganda politica di parte". "Il neosegretario di Rifondazione Comunista lancia in grande stile una fatwa contro il ministro Brunetta ("deliri anti-fannulloni", "atteggiamento totalitario e fascistoide") e la sua decisione di pubblicare sul sito del Ministero tutte le vignette che i quotidiani gli hanno finora dedicato - replica il portavoce del ministro dell'Innovazione e P.A. - Anche se comunista, Paolo Ferrero ha ragione. Raccogliamo il suo grido di dolore e lo facciamo nostro. Sono infatti diverse settimane che andiamo in cerca di una qualsiasi vignetta che metta alla berlina il ministro e la sua politica di riforma della Pubblica Amministrazione. Invano. Abbiamo così deciso - fa sapere il portavoce - di rivolgerci al Paese per superare questo gravissimo vulnus alla democrazia italiana. Da questo momento viene quindi aperto un concorso di idee a tutti i cittadini che vogliano finalmente disegnare una feroce vignetta satirica contro il ministro Brunetta e le sue idee. Vi possono prendere parte anche i dipendenti pubblici, beninteso a condizione che la vignetta sia stata da loro pensata e disegnata durante le ferie, la pausa pranzo o i permessi per malattia. Le vignette devono essere inviate entro e non oltre il 10 agosto all'indirizzo ufficiostampa@funzionepubblica.it, accompagnate da nome e cognome dell'autore nonché da un suo recapito telefonico e di posta elettronica personale. Lunedì 11 agosto verranno quindi pubblicate in contemporanea in una apposita sezione del sito del Ministero e per un mese tutti potranno vederle e votarle. Il 10 settembre una giuria imparziale formata da giornalisti (ha già accettato di farne parte il disegnatore Vincino) si riunirà per decretare la vignetta vincente tra le cinque che nel frattempo risulteranno essere state le più cliccate. Il suo autore - conclude la nota - verrà ricevuto e premiato a Palazzo Vidoni dal ministro Brunetta. La sfida è quindi lanciata! Mi raccomando, siate cattivi: non ne possiamo più di raccogliere solo consensi..". Ecco, chiuso questo siparietto a carattere di concorso per nuovi vignettisti, mi sembra più intelligente far parlare una dipendente pubblica rammaricata per come si sta evolvendo questa sorta di caccia al fannullone. Ho scovato questa bella lettera (a firma Stefania) su un forum dove si discuteva per l'appunto di tutto ciò e ve la voglio far leggere nella sua integralità. Servirà a fare alcune riflessioni. E forse servirà anche al ministro Brunetta taglia & affetta. Voglio dire una cosa, questa storia sui fannulloni, insieme ai tanti commenti che leggo ovunque, sta dimostrando che la campagna diffamatoria nei confronti dei pubblici dipendenti definiti “fannulloni”, ha sortito l’effetto che volevano sortisse. Molti di voi non dipendenti pubblici non hanno neanche letto il D.L. 112 ma traggono per buone le informazioni lette dai giornali. Ti dico una cosa. Sono una dipendente pubblica che in 10 anni ha avuto solo per due volte un’influenza, nel mio ente non si può entrare senza timbrare né uscire in alcun modo senza timbrare. Se dimentichi il badge a casa i vigilanti ne hanno uno sostitutivo. Io arrivo in ufficio alle 7:30 e comincio a lavorare da quell’ora, vorrei che Brunetta venisse a controllare me e tanti come me. Sento dire che chi si lamenta sono proprio quei dipendenti che non hanno mai fatto nulla e che sfruttavano la malattia. Ebbene mi lamento anche io e sai perché? Perché se ora prendo un’influenza o sto male anche per un solo giorno mi tolgono i soldi e sono tanti. Vedi, forse non tutti sanno che le leggi per colpire chi si ammalava con facilità ci sono sempre state, bastava applicare leggi già esistenti richiedendo controlli continui proprio su quelle persone. Io oggi vedo una discriminazione tra pubblico dipendente e dipendente privato. Se io domani mi ammalo anche per un solo giorno mi tolgono i soldi, il salario accessorio che non è poco. In altre parole il dipendente che si ammala sul serio viene penalizzato. Non solo, le fasce orarie di reperibilità vanno dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20. Mi sta benissimo ma poiché ritengo che i diritti dei lavoratori debbano essere uguali per tutti, credo anche che le fasce orarie debbano essere uguali per tutti. Non mi considero una lavoratrice di serie B nonostante la campagna discriminatoria che hanno già messo in atto. Non solo, il settore privato ha goduto ad esempio della detassazione degli straordinari mentre nel pubblico si parla ora di un taglio in busta paga di circa il 30%. Sulla retribuzione complessiva annua, si va infatti da un minimo di 280 euro a un massimo di 9.500 euro. Nel maxiemendamento alla manovra economica saranno 400 i milioni di euro in meno per i rinnovi contrattuali degli statali e gli adeguamenti retributivi del personale delle amministrazioni statali. Ora ti porto ad esempio il mio caso. Io prendo circa 1.200,00 euro al mese, non potrò per i prossimi anni accedere alle progressioni di carriera, mi viene decurtato lo stipendio, mi vengono tassati gli straordinari, mi vengono tolti i soldi se mi ammalo, ho un mutuo che mi prosciuga gran parte dello stipendio pagando la mia quota di rata mensile di circa 700 euro. La persona con cui ho acceso il mutuo è in cassa integrazione da circa un anno. In altre parole io vivo con 500 euro al mese in una città cara come Roma. Spero che le direttive di Brunetta colpiranno, per logica, anche i dipendenti pubblici per eccellenza, ossia i parlamentari che godono di ben altri introiti. Non mi sembra che ci sia altro da aggiungere a quanto scritto da Stefania...

3 Commenti:

  • Alle lunedì 4 agosto 2008 13:33:00 GMT+2 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Buongiorno,sono assolutamente d'accordo con il contenuto della lettera di questa dipendente pubblica.I primi che dovrebbero dare l'esempio sono i parlamentari che ci dovrebbero risparmiare le sedute delle Camere vuote.Mauro.

     
  • Alle lunedì 4 agosto 2008 13:43:00 GMT+2 , Blogger nomadus ha detto...

    Hai proprio ragione, caro MAURO. Da che pulpito viene la predica. I parlamentari (e in generale chi si occupa di politica) nella stragrande maggioranza dei casi sono gli assenteisti più "proficui" d'Italia. E riescono pure ad essere ridicoli facendo i moralizzatori dell'ultimo minuto. Senza vergogna e senza pudore alcuno.

     
  • Alle martedì 21 ottobre 2008 16:36:00 GMT+2 , Anonymous franco ha detto...

    MALGOVERNO NELLA P.A.In quel di Castelraimondo necessita maggiore controllo e vigilanza sul territorio.L'amministrazione comunale,dal febbraio 2002,tiene illegittimamente demansionato,estromesso,eliminato dall'ufficio, prima in soffitta,adesso nell'ufficio precedente l'anagrafe,sostanzialmente senza fare niente,a spese del contribuente,il comandante dei vv.uu;di ottima condotta morale e civile,incensurato,senza alcun procedimento penale o giudiziario a carico,uno dei quattro dipendenti comunali laureati(vedere sentenza immediatamente esecutiva in internet,alla voce:DEMANSIONAMENTO CAMERINO).

     

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