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lunedì 16 gennaio 2006

anche gli ats piangono...


Un titolo che nasce spontaneo dall'osservazione attenta e quasi da spy-story effettuata dal sottoscritto in quest'ultimo periodo (a cavallo tra la fine del 2005 e l'inizio di questo 2006) a seguito di evidenti segni di frizione caratteriale e comportamentale tra ats e operatori e tra gli stessi ats. La cosa non mi ha sconvolto più di tanto, anche perchè ho sempre avuto un certo presentimento non proprio simpatico nei confronti del lavoro e del modo di porsi di alcuni assistenti di sala soprattutto nei confronti di quelle persone che (a pelle) non risultavano assimilabili al loro "rango" di controllori del servizio 1288, fermo restando la capacità di alcuni ats di risultare antipatici in modo quasi naturale. Devo riconoscere che pochi tra loro svolgono perfettamente il doppio incarico di consiglieri e controllori; la maggioranza o pende per l'una o per l'altra mansione. Chi non riesce ad entrare nelle grazie degli ats praticamente è tagliato fuori dalla possibilità di avere estensioni, cambi di turno, orari flessibili, assenza senza giustificazioni. Come in tutti i posti di lavoro comandati e certificati, il fatto di non andare sottobraccio con uno di loro (gli ats) o di non rivolgere attenzioni e smancerie dopolavoristiche di facciata non sempre preclude la via del rinnovo del contratto. Bisogna altresì ammettere che ultimamente i solerti assistenti sono passati da uno stato di controllori dell'ascolto in cuffia a semplici e più invisibili controllori del comportamento e dell'attaccamento (anche in senso letterale) al proprio posto di lavoro, o per meglio dire alla propria postazione. Sicuramente relazionare sul modus operandi di alcuni operatori che se ne vanno ogni quindici minuti una volta in sala break, una volta nell'area fumatori, una volta a spasso con chiacchiericcio incluso o addirittura ad appartarsi in luoghi più nascosti ed intimi (!) è un segno di efficace sinergia tra azienda e figure demandate alla bisogna. Ma è pur vero che la stragrande maggioranza degli addetti alle cuffiette "sente" il fiato sul collo aziendale non solo per le telefonate (intese come numero ricevute giornalmente) ma anche per la capacità espressa e dimostrata di dare informazioni esatte e sollecite, nella maniera più professionale possibile e gli stessi ats nelle loro note di servizio relazioneranno (immagino) che l'operatore x non ha seguito la procedura idonea ma almeno ha dato l'impressione di profondere sempre e comunque il massimo impegno e che, comunque vada, il servizio non ne ha risentito. Tutto ciò anche per evitare di rigirare il coltello nella ferita aperta a suo tempo dalla chiusura di Google (scusate l'involontario gioco di parole) e che anche tra gli stessi ats ha visto in passato scaramucce verbali e comportamentali sfociate anche in qualche lacrimuccia...Alla fine rimane la mia personale convinzione che il comportamento di alcuni assistenti (anche in considerazione del fatto che sono stati in passato operatori di call center) è contraddittorio nella forma e nella sostanza, un pò come lo è il matrimonio con i fichi secchi...

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