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domenica 27 novembre 2005

Senso civico e televisione


Devo confessare che gli omicidi di Cogne e di Novi ligure (il caso di Erika e Omar) sono stati gli avvenimenti italiani che più mi hanno negativamente impressionato negli ultimi anni, come credo la maggior parte di voi. Non entrerò per ovvie ragioni nel merito delle questioni, ma mi soffermerò sulla valutazione, a volte morbosamente di parte, fatta da alcuni programmi e relativi conduttori televisivi, che hanno dato il via a tutta una serie di complicati contraddittori e roventi polemiche (abbondantemente condite da interventi più o meno condivisibili di cosidetti esperti) che, secondo il mio modesto parere, potevano ampiamente essere evitate. Ogni volta che Bruno Vespa o Maurizio Costanzo o Enrico Mentana danno spazio e parola agli esperti di turno ( i vari Crepet, Bruno, Alberoni, Zecchi, etc...) i telespettatori magicamente aumentano di numero, l'auditel sale vertiginosamente, altrettanto lo share, gli inserzionisti pubblicitari gongolano, insomma tutto il baraccone mediatico si illumina a dismisura, accecando a volte anche la ragione e la buona educazione, sia di chi vi partecipa, sia di chi vi assiste (in studio o a casa) con l'effetto finale ed innaturale di deformare la realtà, di disinformare, addirittura di stravolgere la verità... Non so come spiegare, ma anche in questa domenica pomeriggio, ho avvertito un doloroso senso di fastidio mediatico e personale, di insopportabile sensazione di assedio dei pensieri altrui, nonchè delle imposizioni pseudo socio-culturali enunciate in nome della incoerenza televisiva e giornalistica. Ieri parlavo del senso civico di ognuno di noi, della reale appartenenza alla società civile, della osmosi tra solidarietà e convivenza civica, invece oggi mi ritrovo a parlare di auditel e spot...Molto meglio parlare di blogspot...

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