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sabato 26 novembre 2005

civitas civitatis tre


Mi avvicino al più in alto in grado della pattuglia di vigili urbani, un tenente dalla faccia pulita, ancor che segnata da espressione di chi ne ha viste tante, gli dico che ho assistito alla scena e che ho intenzione di testimoniare, di far capire che qualcuno non ha osservato correttamente il codice della strada, mentre qualcun altro non ha osservato il codice della vita...Lui mi guarda tra il compiaciuto e il sorpreso, mi fa salire sul furgone e incomincia a redigere il verbale dell'incidente. Mentre snocciolo compiutamente il film dello scampato tragico evento (ancora adesso mi meraviglio della freddezza e lucidità che ho mantenuto in quei momenti) un vigile si avvicina e mi invita ad attenermi esclusivamente ai fatti, nemmeno fossimo in un aula di tribunale anzichè ad un incrocio stradale, il tenente lo guarda e lo fulmina con uno sguardo che la dice lunga, lo fa allontanare e mi dice, alla fine della mia deposizione, che i cittadini dovrebbero essere tutti come il sottoscritto, il reale senso civico e di appartenenza alla societa' si dovrebbe esprimere con i fatti concreti (come una semplice testimonianza di un incidente) anzichè con fiumi di inutili parole...Sono realmente lusingato e affascinato dalla stretta di mano vigorosa che accompagna il suo sguardo fiero e soddisfatto mentre mi congeda; non dimenticherò facilmente questo freddo sabato mattina, una leggera commozione sale dalla bocca dello stomaco e fuoriesce leggermente dall'angolo dei miei occhi, non credo sia la pioggia...

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