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sabato 26 novembre 2005

civitas civitatis due


Finalmente è arrivata l'ambulanza del 118, sono trascorsi 12 minuti dalla mia chiamata, devo andare al lavoro, sono in ritardo ma oggi mi sento un miracolato, quell'ambulanza poteva essere per me, se non fossi rimasto fermo al rosso pedonale sarei stato travolto da una delle due auto, a volte la vita è questione di attimi...e noi continuiamo a non pensare al dono incommensurabile ed eterno che il Signore ci ha donato. Torniamo all'incidente: gli ausiliari della Croce Rossa con molta fatica riescono ad estrarre il giovane dalla smart distrutta, guardo gli occhi increduli allibiti delle persone accanto a me, sono cambiate le facce non le espressioni, gente nuova che arriva, gente vecchia che parte, si defila, da possibili testimoni dell'accaduto a fantasmi inutilmente invocati e civicamente inesistenti...Mi squilla il telefonino, mi chiedono del ritardo al lavoro, chiudo la comunicazione in modo forse un pò duro ma comprensibile, osservo uno sciacallo dal volto quasi infantile e sporco che si aggira tra i rottami non certo alla ricerca del libretto di circolazione di una delle due auto, le parole della gente, i commenti imprecisi intrisi di latente razzismo, le parole di chi non c'era ed i silenzi di chi c'era...L'arrivo della polizia municipale mi ricorda il flash della mia chiamata al numero del centralino dei vigili urbani, senza consultare la rubrica del cellulare (lavorare anche per un servizio come il 1288 ha i suoi benefici...) la gente si defila, molti non vogliono seccature (se descrivere i fatti può chiamarsi così) altri fanno finta di non aver visto niente...e ci troviamo in una grande città! Inutilmente i vigili si affannano alla ricerca di testimoni, nessuno: in quel momento scatta in me quel senso di civiltà che dovrebbe essere di serie, non un optional...spero che qualcuno in questo preciso istante stia leggendo e capendo...

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