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martedì 29 novembre 2005

la vera qualità del servizio


L'anonimo commentatore di oggi, che ci ha onorato del suo primo post-ino, ha colto un altro aspetto della questione 1288 non meno importante della validità ed accettabilità dei contratti in essere nella nostra Azienda, ovvero la qualità del servizio. Chi vi scrive è stato per tre lunghi anni direttore commerciale di una grande e reclamizzata (nel passato) Società per Azioni, dopo aver fatto, all'interno di quella azienda (ora incorporata in un grande gruppo bergamasco) tutta la trafila interna, da semplice venditore a capo area a direttore vendite: questo per dire che la qualità del servizio (inteso come modus operandi all'interno della scala gerarchica aziendale) è la base indistruttibile ed indispensabile per cominciare qualsiasi tipo di servizio societario, ancor più se ciò è rivolto ad una potenziale platea di milioni di clienti, come nel caso delle consultazioni telefoniche (a maggior ragione dopo la fine del regime di monopolio Telecom). A seguito della liberalizzazione, la discriminante maggiore rimane secondo me l'approccio qualitativo e professionale di ciascuno di noi, operatori, assistenti di sala, coordinatori e responsabili tutti: chi ha la fortuna di rappresentare l'Azienda nel contatto telefonico con il cliente, deve esprimere al massimo la sua cortesia e competenza professionale, solo ed unicamente per il soddisfacimento finale dell'esigenza del cliente! Mi sembra chiaro che all'interno dell'Azienda non tutti hanno le stesse qualità e capacità, ma lo sforzo unico deve comunque rimanere quello di indirizzare il cliente verso la nostra completa e totale fidelizzazione, soprattutto in un mercato come quello delle telecomunicazioni, dove non servono le americanate...

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