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venerdì 12 maggio 2017

meglio guardare che ascoltare

Non è propriamente una scoperta del terzo millennio, ci mancherebbe altro, ma questa mattina mi sono intrattenuto a scorrere avidamente un articolo scovato sul sito del Corriere della Sera e che mi è stato molto utile per capire il perché e il percome, nella mia non breve esistenza, quasi mai le conseguenze (positive o negative) inerenti avvenimenti che mi vedevano protagonista provenivano dalla mia scelta di ascoltare e non già di guardare attentamente il corpo (e il relativo linguaggio) di chi mi stava davanti. Inutile dire che quando avevo di fronte un bell'esemplare di femmina, indipendentemente dal motivo della conversazione, mi crogiolavo, eufemisticamente, nell'esecuzione di una sorta di RX dell'anatomia altrui, con particolare focus su seno, gambe e labbra. Il tutto, ça va sans dire, annacquato dal mio modo di stare ad ascoltare l'interlocutrice, mostrando interesse ed annuendo con sorrisi di circostanza, per non farle capire il motivo del mio sguardo non propriamente professionale. Questo solo per dire che, a parte gli scherzi, per non cadere nella trappola dell'approssimazione e dell'errata valutazione di chi abbiamo di fronte, è sempre meglio cercare di leggere tra le righe i movimenti facciali e del corpo della persona con cui abbiamo a che fare, sia per amore sia per lavoro o altro, cercando di capire se l'accavallare le gambe di una donna è un segnale seduttivo di invito alla prova, o più realisticamente una chiusura totale della serie te la puoi solo sognare come si può evincere leggendo il pezzo sul Corriere (http://www.corriere.it/cronache/cards/gesti-non-parole-ecco-19-dritte-comprendere-linguaggio-corpo/alzata-spalle_principale.shtml).

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