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sabato 29 aprile 2017

fronte del carcere

Ho già scritto qualche giorno fa a proposito di carceri, con la notizia di un ladro di biciclette di 80 anni morto in ospedale a seguito di una caduta nel penitenziario di Regina Coeli. Oggi vorrei ritornare sul tema per due notizie: una ripresa da Massimo Gramellini sul Corriere (http://www.corriere.it/caffe-gramellini/17_aprile_28/donna-proteggere-f8dd2050-2c4e-11e7-a45f-5318c0275c1e.shtml) e un'altra pubblicata su il Dubbio a seguito di una lunga e straziante lettera di una moglie di un detenuto indirizzata a Papa Francesco (http://ildubbio.news/ildubbio/2017/04/28/francesco-carcere/). Posso immaginare entrambe le situazioni, sia di chi ha paura del marito che uscendo dal carcere può reiterare le minacce e le percosse (il primo caso) sia la moglie malata con il marito in carcere, con un tumore, che non riesce a soluzionare il problema e si rivolge accoratamente al Papa. Il sistema penitenziario, anche per chi fortunatamente non l'ha mai conosciuto in prima persona, è oramai al collasso; l'extrema ratio di sbattere in cella chiunque compia un reato, anche minimo, non paga perché ci si ritrova invischiati in un tritacarne che non guarda in faccia a nessuno e che non riesce a drenare sufficientemente il problema della criminalità, separando il giusto dall'iniquo, con il risultato finale alquanto sconfortante come quelli di cui ho trattato oggi.

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