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martedì 3 gennaio 2006

non c'è paura senza botto...al 1288!


Oggi mi ero ripromesso di parlare un pò di qualcosa inerente le notizie di stampa degli ultimi giorni (Unipol, Fiorani, Confcommercio, nuovo governatore Banca d'Italia, aumenti tariffari, etc...) oltre a segnalare pezzi di alta scuola giornalistica, come ho fatto in passato nelle personali rassegne stampa, come ad esempio articoli di Enzo Biagi sul Corriere della Sera o di Giovanni Valentini su la Repubblica (a proposito, il 14 gennaio il quotidiano romano fondato da Eugenio Scalfari e attualmente diretto da Ezio Mauro compie 30 anni, auguri!) ma alla fine dirotto la mia attenzione su quello che succede all'interno del 1288, visto e considerato che chi vi scrive ci lavora e ogni tanto si dedica anche alle faccenduole domestico-aziendali. Il titolo di questo post è mutuato dallo slogan pubblicitario dell'azienda spagnola, tanto caro a bambini ed adulti vista la facilità di rime espresse dai copywriters incaricati alla bisogna e dall'orecchiabilità musicale del motivetto di Bobby Solo. Ma non è questo che ci interessa. Il cuore del problema è, ancora una volta, la scarsità di sensibilità aziendale e commerciale espressa da Atesia e da Telefonica riguardo alle famose richieste di riapertura di Google (sul sito di Salvatore Aranzulla ci sono molti appassionati commenti di utenti e non a proposito di questo delicato tema) visto e considerato che il 2006 si è aperto con la stessa risposta con cui si era chiuso il 2005, cioè NIET o per dirla in lingua madre NADA de NADA, confortando vieppiù la mia personalissima convinzione che la salvaguardia del proprio deretano (leggi posto di lavoro precario e sottopagato) è la punta del virtuale albero di natale delle richieste (e speranze) di tutti gli operatori/ici del 1288. Avrei voluto tanto discutere e confrontarmi con la rappresentante di Atesia per conto di Telefonica (la simpatica, sorridente, bionda ma inflessibile signora che coordina e referta sul lavoro di tutti, soprattutto degli ats) ma ciò non mi è stato possibile. Avrei voluto raccogliere impressioni e segnalazioni di disservizio e inoperatività dei server di collegamento dei database in uso, ma non ci sono state lamentele di sorta (almeno eclatanti) perchè TUTTI hanno paura di perdere il preziosissimo posto di lavoro, proprio ora che si avvicina la scadenza del contratto (28 febbraio) e che quindi la paura del botto, inteso come NON rinnovo della commessa ad Atesia da parte di Telefonica, attanaglia così tanto e a fondo da immobilizzare, congelare qualsivoglia tentativo di messa in moto del cervello e della dignità. Dignità e forza di pensiero che chi vi scrive continua e continuerà ad avere (fino alla chiusura di questo blog) per indurre a pensare che nella vita di tutti i giorni, nelle situazioni estreme e molto più pericolose di una semplice risposta con la cuffietta, quello che conta, che diversifica, che rende realmente liberi è la forza delle idee, delle convinzioni, da non barattare mai, nemmeno per uno slogan da campagna telefonica.

7 Commenti:

  • Alle martedì 3 gennaio 2006 19:13:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Nulla è perfetto in questo mondo. Nemmeno un servizio nato da pochi mesi e, come tale, bisognoso di costante raffinamento e di cura certosina. Però la tua polemica sulla chiusura di Google sta diventando, consentimelo, un poco stucchevole. Forse le tue esperienze in cuffia ti suggeriscono conclusioni diverse dalle mie, ma a ma pare che il servizio funzioni accettabilmente anche senza il ricorso al più famoso dei motori di ricerca. Sono sempre meno (si contano ogni giorno sulla punta delle dita di una mano, e nemmeno tutte e cinque...) le questioni che non risolvo con i nostri database e che riuscirei a esaudire con l'intera rete a disposizione, questo è un fatto. Continuo a ritenere metodologicamente un non-sense oscurare tutta la rete, come ti ho scritto in passato, ma ciò non significa che tutto vada a rotoli. E la mia, ovviamente, essendo anonimo, non è ruffianeria, ma una lucida disamina dei fatti. Si può fare anche senza, mi preoccuperei piuttosto, riformisticamente, di distinguere i numeri di fax dalle linee telefoniche e di attivare sul bookmark i siti delle asl, dei comuni e delle provincie, come è già accaduto per quelli delle regioni. O di fare chiarezza, una volta per sempre, sui numeri utili, magari con un bel briefing di un'oretta o due. E, detto tra noi, mi preoccuperei di controllare l'efficienza di certi operatori, considerato che spesso mi trovo a rispondere a clienti stizziti dall'aver ricevuto risposte sbagliate (o non risposte) a richieste elementari.
    E per telefonica è poi così semplice ricominciare daccapo con un altro call center? Ho i miei dubbi, ma tocco ferro come tutti.
    Insomma, tutto va bene, madama la marchesa? Certo che no, ma se la gente non si lamenta troppo forse è anche perché gli standard sono cresciuti.
    Buon anno.

     
  • Alle mercoledì 4 gennaio 2006 11:55:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Caro anonimo operatore, grazie per la tua accorata e puntuale disamina della situazione del 1288. A leggerti così, tout court, sembrerebbe che tutto proceda a meraviglia e a gonfie vele all'interno del servizio più reclamizzato degli ultimi tre mesi (dopo ovviamente l'892892)e che tutti gli operatori siano nelle condizioni IDEALI per svolgere compiutamente ed efficacemente il servizio a cui sono preposti. Infatti il customer care riceve pochissime telefonate di lagnanza, gli utenti che hanno ricevuto in questi giorni il conto economico Telecom 1/06 (in vulgaris la bolletta) hanno strabuzzato gli occhi e si sono complimentati con Telefonica per le tariffe così basse,concorrenziali, oserei dire quasi da SALDO di inizio anno, il signor Luigi ha scitto una lettera al settimanale NEWS elogiando e magnificando le doti di ricerca e conoscenza geografica degli operatori del 1288, unita alla proverbiale gentilezza e dizione quasi teatrale, io stesso ho avuto modo di registrare una solidale e benevola telefonata di una signora della Sardegna che quasi commossa mi ringraziava perchè una cortese operatrice le aveva fatto spendere poco più di 10 euro per ricercarle la sede INPS territoriale di competenza e che alla quarta sua richiesta telefonica (da cellulare) l'operatrice in questione, leggermente stizzita, le faceva notare che il suo posteriore non aveva un gran bell'odore...Insomma, mio caro anonimo collega, tutto procede, la barca va e,come diceva la buon vecchia Orietta,lasciamola andare.

     
  • Alle mercoledì 4 gennaio 2006 15:17:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Che qualche operatore abbia sbagliato mestiere lo sospetto. Ma questo è colpa dell'assenza di google? E' indispensabile google per trovare una sede inps? obiettivamente no, se esiste si trova sui database o, alternativamente, via bookmark molto velocemente.
    Non ho scritto che tutto va bene, ho spiegato che la qualità del servizio mi pare migliorata, prendendo soprattutto le telefonate cui rispondo io, operatore medio, come metro di misura. Ci sono tanti altrti aspetti assai perfettibili, ma non stiamo a Caporetto.
    Del resto, per capire come vanno davvero le cose sarei molto curioso di leggere qualche grafico sull'andamento del mercato o qualche ricerca di marketing, se hai spunti fammi sapere.Ciao

     
  • Alle mercoledì 4 gennaio 2006 17:33:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Francamente non capisco la tua richiesta di grafici o quant'altro per verificare l'andamento del mercato (non credo ti riferisca a quello di Porta Portese...)o questioni riguardanti il marketing, usi e costumi di aziende con la A maiuscola, non propriamente connotative di calderoni di outsourcing (tipo Atesia) o colossi di telefonia (soprattutto nel mercato latino-americano)come Telefonica, interessate più ai grafici dei loro rendiconti economici e di bilancio, che al soddisfacimento (grafico o meno) dell'utenza italiana, accorsa in questi ultimi mesi al capezzale del malato immaginario (cioè gli orfani del vecchio 12 di Telecom)e che in realtà tanto malati non erano, visto e considerato la barcata di milioni di euro investiti nelle rispettive campagne pubblicitarie. Io comunque non continuo a capire te, caro anonimo operatore MEDIO,che ti ostini a VEDERE tutto rosa e nemmeno un pò di grigio offusca il tuo modo di...credere, obbedire, operare! De gustibus...

     
  • Alle mercoledì 4 gennaio 2006 22:53:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Ho fatto una domanda: è indispensabile google per trovare l'indirizzo di una sede inps?
    Ne aggiungo un'altra: ti capita più di due-tre volte al giorno di non soddisfare la richiesta di un cliente per l'assenza di google? A me no, anzi spesso non accade proprio, e non mi ritengo certo uno più bravo degli altri.
    E' colpa dell'assenza di google se qualche operatore (ma non mi è mai capitato di sentirne) si comporta da cafone al telefono?
    Non vedo affatto tutto rosa. Trovo le condizioni contrattuali degradanti e la paga inferiore al dovuto, per questo non vedo l'ora di trovare di meglio e mi sto attrezzando a farlo.
    Semplicemente segnalo che le condizioni del servizio mi paiono migliorate e che al lavoro non mi sembra di respirare un'atmosfera da disfatta prossima e ineluttabile. La critica costruttiva è meglio del disfattismo...

     
  • Alle giovedì 5 gennaio 2006 19:58:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Caro operatore anonimo, continui a non convincermi. Tu se vuoi chiamalo DISFATTISMO, io continuo a criticare la decisione di chiudere GOOGLE e continuerò a farlo, anche a costo di sembrarti pedante, noioso e anche STUCCHEVOLE come hai definito in un tuo precedente commento la mia polemica. Io rimango allineato al mio convincimento espresso dal 1° dicembre su questo blog e non mi sembra che la situazione da quel dì sia così sensibilmente migliorata, come invece sembra evincersi dalle tue considerazioni così diciamo AZIENDALI. Se proprio ti trovi bene, perchè non provi a chiedere a Lucia se ti assume come ATS? Chissà...non tutti i mali potrebbero venir per nuocere...

     
  • Alle giovedì 5 gennaio 2006 20:46:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Continui a non rispondere, ne prendo atto.
    Se volessi arruffianarmi qualcuno, non mi nasconderei dietro l'anonimato.

     

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